Adresse

Filmmuseum Düsseldorf
Schulstraße 4
40213 Düsseldorf

Téléphone: +49 211-8992232
Fax: +49 211-8993768
filmmuseum@duesseldorf.de

Anfahrtskarte für Bus und Bahn

Accès avec les transports en commun

Station Heinrich-Heine-Allee
Underground: U70, U71, U72, U73, U74, U75, U76, U77, U78, U79, U83
Bus: SB 50, 780, 782, 785, 805, 817

Station de métro Benrather Straße
Métro: U71, U72, U73, U83
Bus: SB 50, 780, 782, 785, 805, 817

Station de bus "Maxplatz"
Bus: 726

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Accès en voiture

Adresse:
Filmmuseum
Schulstraße 4
40213 Düsseldorf

Stationnement:
Altstadt (accès seulement par le tunnel du Rhein) ou
Carlsplatz

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Horaires d‘ouverture

Du mardi au dimanche: 11:00 - 18:00
Jours fériés: 11:00 - 18:00

Fermeture:

Les lundis et les jours fériés suivants: Weiberfastnacht, Karnevalssonntag, 1er Mai, 24, 25 et 31 décembre, 1er janvier

Tarifs de la cinémathèque

 

Collection permanente: 5 Euro (tarif réduit: 2,50 Euro)

Exposition temporaire (collection inclus): 7 Euro (tarif réduit : 5 Euro)

Entrée libre pour les groupes scolaires, les enfants et adolescents (jusqu'à 18 ans inclus).

Entrée libre tous les vendredis pour les adolescents (jusqu’à 21 ans inclus)

Happy Hour: l’entrée à la collection permanente est libre tous les jours de 17h à 18h!

Tarifs du cinéma Black Box

Adulti: 7 Euro (tarif réduit: 5 Euro)

Avec le pass Black-Box: 4 Euro

Pass Black-Box
: 18 Euro · tarif réduit: 6 Euro

Le pass Black-Box est valide un an à partir de la date d'acquisition. Il offre une réduction de 3 Euro sur chaque entrée à la Black-Box et de nombreux autres privilèges.

Réservations: +49 211 8992232

Zuschauerraum des Kinos Black Box mit Blick auf die Leinwand und Kinoorgel.

Collezioni

In uno spazio di 2.200 metri quadrati e distribuita su quattro piani, la mostra permanente del museo presenta in modo dinamico la storia e le tecniche del cinema. Si possono ammirare antichi proiettori e cineprese, riproduzioni di set, decorazioni, attrezzi di scena e costumi.

Figure originali delle ombre cinesi del XVIII secolo, lanterne magiche e tamburi magici mostrano com’era grande l’entusiasmo per l’immagine in movimento già prima della nascita del cinema.

La ricostruzione di uno studio cinematografico ricrea un’autentica atmosfera hollywoodiana, mentre una vasta area dedicata alle tecniche di animazione, fornita di numerosi personaggi e scenografie, fa vedere come vengono realizzati i film d’animazione.

Supplementari alla collezione permanente, le mostre temporanee vengono allestite più volte all’anno e sono sempre dedicate a particolari temi della storia del cinema.

 

1° Piano

Al primo piano, il visitatore incontra rinomati registi come Charles Chaplin, Federico Fellini, Alfred Hitchcock o Sergej Eisenstein. I costumi e gli accessori delle più grandi star del cinema sono prove tangibili delle loro vite, diventate nel tempo leggende. Anche i segni del loro trionfo si trovano qui nel museo: i Leoni, gli Orsi e i Bambi. “Vendere sogni”, questo fa il cinema, sogni tridimensionali e, soprattutto, autentici! Eppure, chi ha l’opportunità di dare uno sguardo dietro le quinte? Questo diventa possibile nel museo, grazie al plastico che riproduce il più grande cinema muto del mondo con i suoi 6.200 posti.

 

2° Piano

Al secondo piano sono esposti quegli strumenti che anticiparono i princìpi del cinema moderno. Così, ad esempio, si può sperimentare il meccanismo delle ombre cinesi, che funziona grazie a luci e ombre, proprio come i film. Un esemplare di mondo nuovo, un diorama, litofanie e anamorfosi copiano la realtà con raffinati giochi di luce ed effetti ottici, ingannando l’occhio dell’osservatore. Ma è soltanto il film che dà l’illusione di poter osservare il movimento nell’immagine e attraverso il tamburo magico e il fantascopio, si può capire come da ciò nasca il cinema.

 

3° Piano

Al terzo piano, il visitatore rivive l’ambiente lavorativo e l’atmosfera di uno studio cinematografico grazie alla sua ricostruzione. Si ritrova nel bel mezzo di un set, tra scenografie, cineprese, macchine per il vento e riflettori, e per una volta può sentirsi proprio come un regista o una star del cinema. Inoltre grazie alla “Blue Box” è possibile sperimentare un importante procedimento d’animazione, che fa diventare il visitatore invisibile. Dipinti e schizzi di svariati registi come Wim Wenders, Akira Kurosawa, Andrzej Wajda o Viking Eggeling mostrano come cinema e arte s’influenzino a vicenda.

 

4° Piano

Al quarto piano, il visitatore può gettare uno sguardo sulla produzione: trovandosi davanti a resoconti originali, sceneggiature, schizzi di scenografie e bozze di costumi o decorazioni, si può immaginare come sia impegnativa la nascita di un film. La ricostruzione di un kaiserpanorama del 1880 mostra come già allora si creassero immagini in 3D. Inoltre sono illustrate all’interno del museo le numerose tecniche che hanno portato alla creazione dei film a colori. Infine, il soppalco invita a voltarsi indietro : dalla parete dello studio, l'ingrandimento di Marilyn Monroe e del suo sorriso saluta i visitatori.

 

Archivi

 

Il Museo del Cinema di Düsseldorf raccoglie materiale storico sul pre cinema e sugli albori della cinematografia, informazioni sulla storia della produzione e distribuzione di film nazionali e internazionali, sullo sviluppo delle tecniche così come sulla genesi dell’estetica delle forme audiovisive e, naturalmente, numerosi film. Essendo l’unico museo del cinema in Nordrhein-Westfalen, pone una particolare attenzione su ciò che riguarda i media e il cinema della regione dal XIX secolo a oggi.

 

Archivio dei Film

La collezione di film del Museo del Cinema ha cominciato a costituirsi pian piano nel 1956 grazie alla raccolta di materiale storico sulla città di Düsseldorf e, dal 1975, viene continuamente ampliata dal Filminstitut. Oggi si contano circa 6.550 pellicole di tuti generi e quasi tutti i formati. La maggior parte delle copie risale al secondo dopoguerra. Otre alla collezione di film nazionali e internazionali, il Museuo del Cinema fa della produzione regionale il suo punto chiave, collezionando film prodotti da registi originari del Nordrhein-Westfalen così come film sovvenzionati dalla regione.

Molti di questi registi hanno affidato al Museo del Cinema le loro copie personali. Tra questi figurano registi come Wim Wenders, Christoph Schlingensief, Lutz Mommartz, Christoph Böll, Rosemarie Schneider-Mohamed, Stefan Sachs, Gabriele Horndasch, Annelie Runge, Hermine Huntgeburth e Philipp Gröning.

È presente anche una mediateca che comprende circa 22.000 titoli tra DVD e videocassette di qualunque genere.

 

Il Magazzino

I film sono conservati in una stanza speciale in cui la temperatura è tenuta a 6 gradi centigradi e l’umidità relativa al 25%. Queste condizioni inospitali per il corpo umano impediscono il deterioramento del materiale filmico. Il clima freddo e asciutto evita lo sbiadirsi dell’immagine e la perdita di colore, inoltre impedisce lo sviluppo della cosiddetta “sindrome dell’aceto”, o la diffusione di batteri, muffa e altri microorganismi, dannosi per le pellicole.

 

Archivio di Poster e Foto

La collezione di foto comprende oltre 500.000 illustrazioni di ogni tipo: foto, negativi, stampe, diapositive, cartoline; da “Lobby cards” fino a rari biglietti da visita del XIX secolo. Il museo deve molto a impegnati collezionisti e personalità celebri come Helmut W. Banz, Heiko R. Blum, Rolf Burgmer, Sebastian Feldmann ed Emmi Goustis.

L’archivio dei poster ospita circa 16.000 locandine di film dai tempi del cinema muto fino al presente. Gli esemplari più antichi risalgono alla leggendaria collezione del pioniere del cinema Jean Desmet e ancora oggi il museo dà grande importanza alla raccolta dei poster cartacei. Le locandine dei film prodotte per il mercato tedesco (come la collezione completa dei motivi iconografici della casa di produzione di Duisburg “ATLAS”) hanno un posto di rilievo in archivio, dove inoltre si trova una grande mole di poster internazionali, con particolare enfasi sull’Europa dell’est.

 

Documentazioni

Per documentazioni si intende una collezione di inserti pubblicitari, articoli di giornale, critiche cinematografiche, giudizi su numerosi film nazionali e internazionali da parte di organi come la FBW e la FSK, così come collezioni e lasciti di importanti aziende tedesche di produzione come UFA (Collezione Pflighaupt) o GLORIA (Collezione Kubaschewski). Inoltre il museo custodisce l’archivio della rivista cattolica “Filmdienst”, che raccoglie i numeri dal 1948 al 2001.

La collezione Rolf Burgmer (1930-2001), storico del cinema di Colonia, offre documenti interessanti sul tempo del cinema muto. Per trent’anni egli ha raccolto notizie sui film apparsi in Germania tra il 1896 e il 1929, includendo anche alcuni film stranieri risalenti agli anni precedenti alla prima guerra mondiale.

Per quanto riguarda gli albori della storia del cinema, il Museo del Cinema ha rilevato l’archivio della casa di produzione di Düsseldorf “Liesegang”, che contiene importanti ricerche dei fondatori dell’azienda riguardo ai primi studi sulle illusioni ottiche.

 

Archivio Apparecchi Tecnici

La vasta collezione die apparecchi tecnici comprende oggetti che vanno dal XVIII al XX secolo. Sono presenti invenzioni ottiche che hanno preceduto la cinematorgrafia (come per esempio la Laterna Magica, il Mondo Nuovo e molti altri): in alcuni casi si tratta die riproduzioni, ma per lo più sono oggetti autentici. Videocamere, proiettori, moviole e altri apparecchi che servono alla produzione e alla diffusione dei film constituiscono la maggior parte della collezione. Inoltre, l'archivio ospita la collezione di apparecchiature della casa di produzione "Liesegang."

 

Collezione di Oggetti

Il Museo del Cinema di Düsseldorf possiede costumi, attrezzi di scena e scenografie utilizzati da registi del calibro di Rainer Werner Fassbinder, Ulrike Ottinger, Lotte Reiniger o Wolfgang Staudte. Alcuni di questi oggetti sono esposti nella mostra permanente, ma la maggior parte si trova nell’archivio del museo, per ragioni legate allo stato di conservazione.

 

Lasciti e Donazioni

Grazie ai numerosi contatti del museo, si sono costituiti nel tempo dei fondi, nei quali si trovano diverse collezioni private. Alimentati da donazioni o eredità lasciate el museo, alcuni fondi appartengono ad attori come Hans Albers, Mary Deschaft, Gustav Froehlich, Liesl Karlstadt, Herry Piel; altri ai registi Veit Harlan, Helmut Käutner, Wolfgang Staudte, Lotte Reiniger. Un fondo porta il nome del vecchio responsabile dei programmi dell'emittente WDR, Hans-Geert Falkenberg.

 

Teatro delle ombre del fondo Bührmann/Kemper

L’oggetto più antico di uno dei nostri fondi è una figura del teatro delle ombre copto del XIII secolo, che fa parte della collezione Bührmann/Kemper, comprate dal museo nel 1992. I proprietari di questa collezione erano il dott. Max Bührmann (1904-1976) e Hans-Joachim Kemper, che a loro volta la acquistarono dal professor Georg Jacob. Essa comprende circa 500 figure risalenti al periodo tra il XVIII e il XX secolo e fabbricate in Egitto, in Cina, in Indonesia, in Tailandia, in Turchia, in Grecia, in Montenegro e in Tunisia. Alcune figure rappresentano la storia della ninfa Ondina: esse sono state realizzate proprio per Max Bührmann e Hans-Joachim Kemper dalla regista Lotte Reiniger. All’insieme appartiene anche una vasta collezione di libri rari sulla tradizione del teatro delle ombre.

 

La Biblioteca

 

La biblioteca comprende al momento circa 32.800 esemplari. A disposizione di tutti gli utenti si trovano libri, riviste e svariati materiali, come sceneggiature, cataloghi di festival e di distribuzione, che spesso non sono mai stati messi in commercio o non sono più disponibili.

I testi presenti in biblioteca riguardano soprattutto determinati temi cardine, come per esempio la storia del cinema di Düsseldorf e della regione, la produzione e ricezione dei film così come l’archiviazione e il restauro. Inoltre si trovano lavori cinematografici non in commercio, libri sulla pedagogia dei media e materiale di supporto per l’allestimento delle mostre e workshop all’interno del museo.

Le collezioni speciali sono uniche nel loro genere: oltre alla letteratura sul teatro delle ombre, sono presenti circa 700 titoli sulla storia del cinema precedente al 1945, che testimoniano per iscritto la nascita di questo nuovo mezzo di comunicazione. A questo gruppo appartengono romanzi da cui sono stati tratti dei film, letteratura sulla tecnica e rappresentazione dei film, oltre che sull’economia cinematografica e libri che raccolgono fotografie delle star dei film. Altra collezione speciale è costituita dal lascito dello storico del cinema Rolf Burgmer (1930-2002), in cui si trovano libri sul cinema e sul teatro, ma anche foto e informazioni su circa 1500 film apparsi tra il 1886 e il 1929.

Inoltre la biblioteca conserva sceneggiature di circa 900 film che vanno dalla fine del 1920 a oggi. La maggior parte risale al periodo tra il 1940 e il 1950. Sulla base di questi materiali è possibile ricostruire l’origine e la produzione dei film. Sono presenti anche documenti su film mai realizzati, spesso si tratta di materiale scritto a macchina e mai pubblicato. Per esempio è presente la copia della sceneggiatura de “Lo studente di Praga”, sceneggiature dei film di Ernst Marischka (“Sissi, il destino di un’imperatrice”), o ancora di film di Geza von Cziffra e Helmut Käutner o William Dieterle.

Boutique de la cinémathèque

Vous trouverez dans le foyer de la cinémathèque une petite boutique avec des DVD, des cartes postales, des livres et les catalogues de nos rétrospectives et expositions. Les publications peuvent être commandées (frais d’envoi en supplément). Pour plus d’informations consultez la page Publikationen

Commandes:

Ariane Ziegler

Tel  0211 - 8992961
Fax 0211 - 8993768

Pantheon der Filmgeschichte

À propos de la cinémathèque

Située au cœur de la vieille ville, la cinémathèque de Düsseldorf – capitale de la Rhénanie-du-Nord-Westphalie – a été fondée en 1993 à partir de l’institut du film qui remonte, lui, à 1979. Ce musée interactif permet un accès captivant au monde du cinéma, de ses débuts jusqu'à nos jours.

Exposition permanente des collections

1er étage:

La visite de la cinémathèque commence par la rencontre avec de célèbres réalisateurs comme Charlie Chaplin, Federico Fellini, Alfred Hitchcock ou Sergueï Eisenstein. Photos, accessoires personnels et affiches introduisent ces légendes du cinéma. Les récompenses qu’ils ont reçues, lions, ours et bambis, sont la preuve de leur succès. "Vendre des rêves" réels et en trois dimensions, ceci est le crédo de la cinémathèque. Qui a la chance de regarder derrière les coulisses? Une maquette du plus grand modèle de cinéma muet du monde, avec ses 6200 places, rend cela possible.

2ème étage:

Au second étage sont exposés les instruments qui anticipèrent les principes du cinéma moderne. On peut ainsi expérimenter le mécanisme des ombres chinoises qui fonctionne comme un film grâce à l’ombre et la lumière. Avec leurs jeux de lumières complexes et leurs illusions d’optique, les boîtes à images, dioramas, lithophanies et anamorphoses copient la réalité avec des apparences trompeuses pour l’œil du spectateur. Mais seul le film saura rendre l’impression de mouvement dans l’image, ce qui peut être testé ici avec ses ancêtres : le tambour magique et le phénakistiscope.

3ème étage:

La reconstruction d’un studio de cinéma donne une idée des conditions de travail et de l’ambiance qui y règnent. Entre les coulisses, les caméras, la machine à vent et les projecteurs, les visiteurs se retrouvent au beau milieu du tournage et peuvent jouer le réalisateur ou la star de cinéma. On peut aussi tester la Green Box, un procédé d’introduction d’effets visuels important où les acteurs sont transportés dans un autre décor. Enfin, peintures et croquis (par exemple de Wim Wenders, Akira Kurosawa, Andrzej Wajda ou Viking Eggeling) illustrent la proximité et l’influence réciproque entre les beaux-arts et le 7ème art.

4ème étage:

Il s’agit ici pour les visiteurs de découvrir la production des films. Au travers de comptes-rendus détaillés, de scénarios, de croquis des plans scéniques, de dessins de costumes et de décors, la complexité de la création d’un film est rendue visible. La reconstruction d’un stéréoscope “kaiserpanorama” de 1880 montre comment des images en trois dimensions étaient déjà produites à l’époque. Ensuite sont présentées de nombreuses méthodes inventées pour le film couleur, tant souhaité sur la toile. Pour terminer, la galerie d’expo invite à jeter un dernier regard sur le studio, d’où Marylin Monroe nous lance son sourire légendaire sur une affiche gigantesque peinte à la main.

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